Lezioni di Cassandra/ La riduzione del danno: perché preoccuparsi.

(603) — Cassandra si è cimentata in una lezione con le studentesse di una scuola media superiore di Empoli (e le ringrazia per la bella…


Lezioni di Cassandra/ La riduzione del danno: perché preoccuparsi.

(603) — Cassandra si è cimentata in una lezione con le studentesse di una scuola media superiore di Empoli (e le ringrazia per la bella esperienza). Sarebbe un peccato lasciar morire questi appunti, preparati per l’evento, nel Grande Cestino dei Bit, quindi Cassandra ha deciso di “promuoverli” a sua esternazione. I lettori abituali sono perciò avvisati; quanto segue contiene anche dei compiti per casa!

20 gennaio 2025 — “Perché preoccuparsi” è senza punto interrogativo. E’ affermativo, non interrogativo.

E’ una spiegazione fattuale, non una domanda.

Perché i paranoici dello scorso millennio si sono ritrovati ad essere stati degli inguaribili ottimisti.

Perché, mentre la cronaca e la Rete portano continuamente all’attenzione di interessati come noi la maggior parte dei fatti importanti per i cittadini della Rete, nessuno ha la costanza e l’energia (o forse la capacità di sopportazione), di fare continuamente la somma di tutti i fatti passati e presenti, e riconoscere in che situazione ci troviamo oggi.

Perché viviamo in tempi in cui la maggior parte dell’umanità utilizza correntemente e felicemente mezzi di comunicazione che avrebbero fatto venire un orgasmo al Grande Fratello, se solo avesse potuto immaginarseli.

Perché viviamo in tempi in cui la maggior parte della sempre crescente potenza di calcolo del mondo non viene usata per la scienza o per il benessere delle persone, ma per spiarle o nel migliore dei casi per profilarle e rivendere le loro informazioni personali fino al più piccolo dettaglio. In realtà per ambedue.

Perché viviamo in un mondo in cui lo strapotere della tecnologia, usato per il tecnocontrollo sociale, non permette nemmeno a persone esperte e coscienziose di sottrarsi ad esso con soluzioni tecnologiche.

Viviamo in tempi nei quali l’unica scelta praticabile è la riduzione del danno complessivo che ciascuno di noi riceve a causa del furto di dati personali, effettuato per mezzo delle tecnologie informatiche; ma la riduzione del danno è ottenibile solo tramite modifiche al nostro comportamento ed all’uso che facciamo delle tecnologie informatiche, sia in termini di scelta che in termini quantitativi.

  1. [agire sull’abuso dei social;]
  2. [agire sull’impiego “ludico” di nuove tecnologie sostanzialmente inutili;]
  3. [agire sull’uso di oggetti “intelligenti” di utilizzo quotidiano, quali smartphone, smart-tv, assistenti digitali, automobili ed in generale qualsiasi oggetto dell’Internet delle Cose;]
  4. [agire nel quotidiano e con mezzi ordinari, ad esempio limitando le operazioni elettroniche non obbligatorie e non vantaggiose, a favore di operazioni che non forniscono dati personali, come i pagamenti in contanti.]

I lettori abituali di Cassandra riconosceranno concetti e consigli già più volte apparsi su queste pagine; ma un ripasso va bene per tutti.

A questo fine, qui trovate una serie di articoli sulla riduzione del danno alla propria privacy, e su come sottrarsi in parte al tecnocontrollo sociale.

https://calamarim.medium.com/list/la-riduzione-del-danno-36842d9c9720

Qui un breve corso introduttivo all’Internet delle Cose (IoT) ed alla sua storia.

https://www.ordineingegneripisa.it/obj/files/documenti/2017.10.26.12.21.16_671.pdf

Questo è il link breve a questa pagina, per scriverlo da qualche parte, se servisse.

https://tinyurl.com/4byvdrd6

E questo è il mio indirizzo di email, per contattarmi riguardo alla lezione di oggi: marcoc@marcoc.it

I famosi 24 lettori invece, per contattare a qualsiasi titolo la loro profetessa preferita, possono usare l’abituale indirizzo: cassandra@cassandracrossing.org

Enjoy!


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By Marco A. L. Calamari on January 20, 2025.

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