Cassandra Crossing/ Tutti noi zombie

(120) — Così zombie e umani, politici e tecnologi, universitari e fricchettoni, dubbiosi e pieni di certezze, forenser e scambisti avranno…


Cassandra Crossing/ Tutti noi zombie

(120) — Così zombie e umani, politici e tecnologi, universitari e fricchettoni, dubbiosi e pieni di certezze, forenser e scambisti avranno una forse inaspettata occasione di decidere con convinzione di cambiare.

18 aprile 2008 — La mai abbastanza lodata e-zine Phrack appena uscita, rappresenta il perfetto esempio di quanto ogni giorno ci perdiamo, non potendo leggere nemmeno una piccola frazione di tutte le cose interessanti che vengono scritte al mondo ed in Rete.

L’indegna uscita di un articolo pieno di elettrici Pensieri dei Vecchi generato dalla penna di Julia, la compagna di Winston Smith, ed ivi ospitato mi ha fatto scoprire un altro articolo uscito nello stesso numero che riguarda la scena hacker internazionale (da un punto di vista molto vicino agli Stati Uniti) che contiene una corposa e caustica sezione sull’Italia.

Fantastico!

Assolutamente meritevole di un’attenta lettura sia da parte di chi non abbia una prospettiva storica del movimento hacker italiano, sia da chi voglia esercitare il proprio senso critico sui limiti e le approssimazioni di una descrizione “dall’esterno”.

Adattissimo soprattutto a chi volesse esercitarsi nell’utilissima arte dell’introspezione e dell’autocritica, mai abbastanza esercitata sia dagli umani che dagli zombie.

Zombie, già, perché questo è il giudizio conclusivo dei redattori dell’articolo, con uno dei quali credo di aver parlato durante l’ultimo hackmeeting.

Si descrive la scena hacker italiana come ormai popolata da zombie, figure una volta meritevoli e salvifiche oggi addormentate o corrotte, a cui viene rivolto un appello a svegliarsi ed a redimersi.

Molto ci sarebbe da scrivere e da dire su ogni singola riga dell’articolo, e soprattutto sulle sue conclusioni. Se il tempo non fosse tiranno si potrebbero passare giorni e notti a discutere tra amici e rivali, tra soliti noti e soliti ignoti, ammucchiando lattine di birra e scatole di pizza.

Appunto per questo è meglio sorvolare, invitando tutti a leggerlo e farsi una loro idea.

Invece di scrivere un articolo fiume come quello dedicato a Wau Holland ed al CCC con cui Cassandra ha riaperto le danze dopo la scorsa estate, è quindi meglio investire un po’ di tempo in un approfondimento.

I miei magnifici sette lettori non avranno certo mancato la citazione del titolo, cioè lo splendido racconto di R.A. Heinlein: “Tutti voi zombie”, che dovrebbe essere letto da tutti, particolarmente da quelli convinti che la fantascienza sia rappresentata solo da Asimov o Le Guin.

In questa perla, che non vi racconto per non privarvi di un godimento malgrado sia importante per seguire il filo del mio (chiamiamolo così) ragionamento, si scopre infine che le cose, anzi le persone, sono molto più interconnesse ed, in fondo, molto più semplici di quello che appare in superficie.

Tutti noi zombie.

Già, perché a chi lo è ed a chi non lo è apparirà comunque chiaro che gli opposti sono molto più vicini di quanto sembra, e che possono sfumare e mutare uno nell’altro cambiando solo leggermente tempo o punto di vista.

Così zombie e umani, politici e tecnologi, impegnati e sognatori, scientologisti ed atei, bassotti e basettoni, universitari e fricchettoni, schizoidi e tutti d’un pezzo, dubbiosi e pieni di certezze, forenser e scambisti, giovani e vecchi, stanchi e pieni di energia avranno una forse inaspettata occasione di leggersi dall’esterno, di capire una delle loro apparenze e di decidere orgogliosamente e con convinzione di cambiare.

O di restare, orgogliosamente e con convinzione sempre uguali a se stessi.


Originally published at punto-informatico.it.

By Marco A. L. Calamari on April 8, 2019.

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